RITCHIE BLACKMORE - INTERVIEW
Ciao 2001 Marzo 1972, by Armando Gallo

COSA FA' JON LORD NEI DEEP PURPLE?


D-Siete appena tornati da una tournée americana, come è andata?

Ritchie-Benissimo, era la nostra quinta tournée e forse la più soddisfacente dal lato professionale. Abbiamo fatto da principale attrazione e con noi in tournée c'era Buddy Miles e Uriah Heep.

D-Tra qualche settimana dovrebbe uscire il vostro nuovo album, quello inciso dal vivo a Montreaux.

Ritchie-E' già pronto da due mesi, ma abbiamo pensato di attendere perché Fireball continua a vendere bene ovunque. Per l'incisione abbiamo usato lo studio mobile dei Rolling Stones, un furgone equipaggiato come uno studio d'incisione. Dovevamo incidere nel casinò di Montraux, in Svizzera, ma due giorni prima scoppiò un incendio (con Frank Zappa se ti ricordi9, così trasformammo una sala dell'albergo in una specie di studio. Non c'era pubblico durante l'incisione, ma puoi considerarla come se fosse srata fatta dal vivo. Personalmente sono molto soddisfatto dell'album; il sound mi piace moltissimo, è secco e cristallino, cosa che non riusciamo a ottenere in uno studio. Gli studi inglesi sono legnosi ed è per questo che "Fireball" non mi piace quasi per niente. Vorei che non lo avessimo mai inciso perchè sembra un passo indietro da "In Rock" che è una delle migliori incisioni con le quali sono stato associato.

D-Prima di formare i Deep Purple hai fatto parte di un complesso che ancora oggi esiste in Italia: i Trip. Mi puoi parlare di questa esperienza?

Ritchie-Andammo in Italia circa cinque anni fa e fummo avvicinati da un certo Ricky Maiocchi che al momento credo fosse uno dei vostri migliori cantanti. Aveva lasciato il suo complesso i camaleonti e stava iniziando una carriera come solista, ma la nostra relazione durò solo una serata. Io e Andy, credo tu lo conosca come Wegg, eravamo insieme da parecchi anni e in palcoscenico ne combinavamo di tutti i colori. Saltavamo sugli amplificatori e cose del genere. Prima di essere. Prima di essere i trip avevamo lavorato come i Tre Moschettieri in Germania e entravamo in palcoscenico da veri spadaccini. Siamo sempre stati un pò matti e creo che lo siamo tuttora. Maiocchi naturalmente non riuscì a capire quello che stavamo facendo o voleva essere l'unico a muoversi in palcoscenico così lasciammo perdere subito. Abbiamo lavorato in un festival con i Casual e i Giganti e durante il nostro set ci tolsero la corrente e non riuscimmo a capire perchè.

D-Quanto tempo sei rimasto in Italia?

Ritchie-Tre settimane, ma è stato un periodo lunghissimo perchè allora non avevamo una lira e vivevamo a pane e vino. Ricordo che eravamo in uno dei più costosi alberghi di Milano e non potevamo muoverci perchè non avevamo i soldi per pagare il conto finchè una notte siamo usciti dalla finestra...risata...

D-Cosa pensi di Andy Wegg come bassista e cantante?

Ritchie-Sebbene abbia suonato con Wegg per parecchi anni non l'ho visto suonare recentemente, ma era in bravo musicista e uno dei migliori showman; credo che ora sia senz'altro migliorato.

D-Tornando a "Machine Head", il vostro prossimo microsolco il materiale inciso è tutto inedito? e da chi è stato scitto?

Ritchie-Si sono tutti brani nuovi. Ne facciamo già tre in palcoscenico e tutto il materiale rock è stato scritto da Roger il nostro bassista, me e Ian Gillan.

D-E Jon Lord? Ha arrangiato i brani?

Ritchie-No Jon non arrangia nulla.

D-Sorpreso...Se Jon non arrangia ne scrive, cosa fa nell'ambito del complesso? Scusa Ritchie ma da interviste con Jon Lord traspare che sia lui la mente dei Deep Purple.

Ritchie-Balle, ma ti do ragione perché ho letto anch'io quelle interviste, parlando di Jon, ti potrei dire il vero o potrei essere professionale al riguardo.

D-Dimmi il vero.

Ritchie-(sorride)No, sarò professionale, Jon rilascia le interviste alla stampa; è un compito che a lui piace mentre noi, tutto il resto del complesso, cerchiamo di evitarlo (ringrazio Ritchie per aver accettato questa per Ciao 2001). E' forse per questo che si è creata una falsa immagine attorno a Jon. Noi la prendiamo scherzosamente con lui "anche tu hai diritto" gli diciamo (sorride). Vedi, Jon ha scritto quella famosa opera per complesso e orchestra, che, sinceramente parlando, non ha nulla a che vedere con i Deep Purple. E' un favore personale che a suo tempo abbiamo fatto a Jon,ma quel 33 giri non lo considero nemmeno nella mia carriera.

D-Nemmeno come una parentesi musicale?

Ritchie-No, per me è stato solo un ingaggio di lavoro.

D-Come nasce quindi il materiale dei Deep Purple?

Ritchie-Sono sempre idee musicali che vengono da me e Roger, che poi sviluppiamo insieme e diamo a Ian per i testi. Qualche volta Roger dà una mano a finire i testi.

D- mi puoi parlare degli altri membri del complesso? Abbiamo parlato di Jon Lord, cosa puoi dire di Roger Glover?

Ritchie-Roger è forse un ragazzo troppo buono ed è forse per questo che non è considerato mentre è il fulcro del complesso. Scrive e arrangia la maggior parte del materiale e in palcoscenico riesce a mantenerci sotto controllo sacrificando se stesso. Tutti noi siamo un pò degli esibizionisti, io più di tutti e se non ci fosse nessuno pronto a tenere le redini in pugno le nostre esibizioni andrebbero a rotoli.

D-Di Ian Gillan?

Ritchie-Ian ha uno dei compiti più difficili nella programmazione di nuovi brani, perché deve mettere i testi su un brano già scritto e aggiungere la voce come se fosse un altro strumento. A volte divent apigra perché deve attendere che Roger e io arriviamo con nuovi brani; Ian scrive delle ottime canzoni, ma che non rientrano purtroppo nello stile del complesso. In un certo senso la nostra formazione è divisa tra cinque "virtuosi", musicalmente parlando, e Ian deve raccogliere il tutto e metterlo insieme. E' un cantante eccezionale specialmente nei duelli con la mia chitarra, riesce a prendere qualsiasi nota.

D-Di Ian paice?

Ritchie-Little Ian? E' favoloso, certamente uno dei migliori batteristi che conosco, non perché è nel complesso, ma perché è veramente eccezionale. Ci sono cinque batteristi in Inghilterra e Ian è uno di loro.

D-Quali sono i vostri impegni futuri?

Ritchie-Andiamo in America e poi direttamente in Giappone per tornare in Inghilterra alla fine di aprile. Può darsi che faremo alcuni concerti in Italia allora, ma non c'è ancora nulla di definitivo. Quello che vogliamo è una buona organizzazione, mentre tutti i "promoters" in Italia sono piuttosto stupidi; lavorano da dilettanti e finora non sono riusciti a darci fiducia.

By Armando Gallo.